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Maria Jole Serreli

 Conosciuta sia per le sue capacità esecutive nell'espressione pittorica sia per una personale e innata inclinazione alla scultura, l'artista mostra anche nei lavori in esposizione un particolare interesse per la materia e l'importanza dell'utilizzo finalizzato a creare nuove forme sinuose, figurate o stilizzate. Nel modellare e plasmare la sostanza, manifesta in modo completo ciò che per lei è semplice e naturale, così da realizzare opere pittoriche definite da una sensibile connotazione emotiva. Gli impasti di olio e acrilico, spesso uniti allo stucco e al tessuto, alla sabbia o alla segatura, conferiscono ai lavori l'aspetto concreto e tangibile che li caratterizza. L'esperienza nell'arte della scultura, che risale alla prima giovinezza, la condusse a sperimentare materiali come il tufo, la trachite e il basalto, mentre, come si può osservare, plasmando l'argilla è riuscita a donare all'opera d'arte quel valore aggiunto che ha reso alcune sue sculture tra le più importanti per qualità ed espressione. Il suo percorso artistico, figurativo e concettuale, attualmente è concentrato sia nella lavorazione della pietra sia nella pittura, attraverso un unico linguaggio stilistico ricco di valenze estetiche.

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 Known both for her execution capabilities in the pictorial art and for a personal, natural inclination to sculpture, even in the works exhibited, the artist shows a particular interest for the material and the importance of creating brand new sinuous forms, figured and stylized. In the shaping and moulding of the substance, she completely shows what's simple and natural for her, so that to create pictures defined by a sensitive emotional connotation. The oil and acrylic impastos, often mixed to stucco and fabric, sand and sawdust, give the works a concrete and tangible look. The experience matured in sculpture during her early youth brought her to experiment with new materials, such as tuff, trachyte and basalt, whilst, as you can see, the moulding of the clay has given the work that particular value which has made some of her sculptures the most representative for their quality and expression. Her artistic, figurative and conceptual, progress is now centred on stone working and painting, by means of a unique stylistic language, rich in aesthetic values.

 

Erica Olmetto

NUOVA PRODUZIONE PITTORICA “IMAGES OF JOY” LONDON 2011

“IMAGES OF JOY” ( 1 di 98 opere)

Una libera sperimentazione della forza espressiva della materia e del colore, che porta a scoprire dentro di noi la natura che ci circonda: come cellule siamo parte della realtà, quella più vicina e più familiare, le montagne, i fiumi, gli oceani, il miracolo della nascita, e quella più lontana, quasi incomprensibile, l'universo più profondo con le sue immani e catastrofiche esplosioni che plasmano la natura alla ricerca della creazione di nuova vita. Di tutto questo siamo immagine sorprendentemente riprodotta dentro il nostro corpo: ogni dipinto è una cellula vivente, un'immagine di gioia, la conquistata consapevolezza che ognuno è parte dell'universo che lo circonda e la sua vita ha uno scopo in esso. La rappresentazione della natura come viaggio fantastico per scoprire che il micro e macro sono due aspetti interscambiabili della medesima verità, l’esistenza. E’ un’istallazione pittorica costituita da più di ottanta pezzi di dimensioni variabili ma contenute, realizzate con tecnica mista su cartoncino. 

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A free experiment of the material and colour expressive strength, which leads us to discover  the nature around us: like cells, we are part of the reality, the closest and most familiar, such as mountains, rivers, oceans, the miracle of birth, and the most distant, almost incomprehensible, the deepest universe along with its huge and catastrophic explosions shaping nature in search of the creation of new life. We are the image of all this, surprisingly reproduced into our body: each painting symbolizes a living cell, an image of joy, the awareness that everyone is part of the universe which surrounds them and their life has a purpose in it. The representation of nature as a fantastic journey meant to discover that micro and macro are two interchangeable aspects of the same truth: existence. It’s a painting installation consisting of more than eighty pieces varying in size but restrained, executed with mixed techniques on paper.

STATUE D'ANIMO

 

IMMERSO TRA LE MISERIE UMANE, LO SLANCIO DELL’ESSERE ALLA RICERCA DEL TRASCENDENTE

Le miserie umane sono l’elemento inscindibile e costante del nostro divenire, sono ciò che ricordano all’essere la sua condizione caduca, provvisoria, nel precario e repentino percorso chiamato vita. Esse, tuttavia, pur rivestendosi di un paradossale velo di irrazionalità – in palese contrasto con la nostra costante ricerca di perfezione ed eterno incanto –  risplendono come scintille, nel vuoto e nel buio del cammino mortale:  protese dinnanzi all’eterea luce dell’infinito.

Le miserie umane – delle quali la morte è la sorella maggiore e certamente la più saggia – sono infatti ciò che più urge all’animo dei viventi, forse la misericordia più grande che l’Onnipotente ci usa, ricordando a noi sue creature che la nostra anima è costantemente intorpidita e gravata dal peso dell’imperfezione, ricordandoci la nostra finitezza di creature, ma nel contempo perenni testimoni dell’esistenza di un punto di infinito, di eterno, di meraviglioso riscatto, di pienezza creatrice, chiamato Dio. Punto verso il quale le timide parabole delle nostre esistenze tendono, ed alla cui vista si rivestono d’amore, di nuovo vigore, d’infinito, o altrimenti si perdono nell’oblio della superbia e dell’alienazione, nell’assordante non-colore dell’egoismo.

Guardando, anzi meditando, le sculture dell’artista Jole Serreli è questo il messaggio predominante che cogliamo. Cercando di calarci nel suo spirito critico, oscurato da un velo di apparente pessimismo, interpretiamo le multiformi installazioni come il tentativo dell’animo della scultrice di innalzarsi a cogliere l’essenza di questo mistico punto. Così come in natura le piante ed i fiori fin dalla loro genesi protendono al più sommo spiraglio di luce e s’innalzano dalla loro umile condizione di germogli a nobili segni della presenza divina, parimenti le statue-d’animo, vive e palpitanti, trasfondono pathos e sconvolgono i canoni fisici della materia. Strazio e gioia, vivacità e immobilismo, sgomento e umano turbamento s’intrecciano in un vortice di passioni, ma si livellano e trovano comune compimento in una solidale e spesso drammatica ricerca. Un moderno presepe di emozioni e sentimenti contrastanti con al centro la presenza provvidenziale della natività: l’intimo dell’artista che cerca, e poi si fonde col trascendente. La stella cometa non compare nel presepe, ma si capta parimenti il suo calore, che risveglia e guida,  dall’interno, l’anima sola e intorpidita di ogni singolo elemento, donandogli vita propria e aiutando la materia a trasfigurarsi, idealizzarsi e nel contempo a raccontarsi con semplicità, superando la sfera della rassegnazione. Le anime non sono sole: esse si completano, si relazionano, assumono significato assoluto in un canto corale di dolore e speranza, attorno al mistico abbraccio della Vergine con il suo Dio. In tale abbraccio le statue-d’animo riempiono d’infinito il tempo e lo spazio.

STATUES OF MIND

ABSORBED IN HUMAN MISERIES, THE LEAP OF THE BEING TOWARDS THE TRANSCENDENT

Human miseries are the inseparable and constant elements of our becoming: they remind the human being about his ephemeral, temporary condition, in that precarious and sudden journey which is life. Nevertheless, although they cover themselves with a paradoxical veil of irrationality – in clear contrast with our endless search for perfection and everlasting enchantment – they shine on like sparks, along the void and the darkness of the mortal path: they lean forward the ethereal light of the infinite.

Human miseries – among which death is the eldest and surely the wisest sister - are in fact what the human soul requires the most, maybe the greatest mercy the Almighty grants us, reminding us, creatures of his own, that our soul is constantly numbed and burdened with the weight of imperfection, reminding us about our finite nature. At the same time, however, they are eternal witnesses of the existence of a point of infinite, eternal and wonderful redemption, of creative fullness, called God. The shy courses of our lives lean forward this point, and because of it they cover themselves with love, with new vigour, with infinite, or else they lose their way in the oblivion of arrogance and alienation, in the deafening non-colour of selfishness.

This is the predominant message that we get by meditating on Jole Serreli's sculptures rather than looking at them. By trying to indentify ourselves with her critical attitude, obscured by a veil of apparent pessimism, we interpret the multiform installations as the attempt of the sculptress' soul to overtop and seize the essence of this mystic point. As the flowers and plants lean out towards the utmost ray of light and raise from their humble condition of sprouts to turn into noble signs of God's presence, so the statues of mind, alive and palpitating, they infuse pathos and upset the material physical canons. Agony and joy, brightness and inactivity, dismay and human turmoil, they intertwine in a whirl of passion, but they flatten and fulfill a joint and often dramatic search. A modern crib of emotions and contrasting feelings with the providential Nativity in the middle: the artist's heart of hearts which looks for and finally melts with the transcendent. The comet star doesn't appear in the crib, but we likewise capture its warmth, which wakes up the lonely and numb soul of each element and guides it from the inside, by giving it its own life and helping the material to transfigure, idealize and, at the same time, describe itself with simplicity, going past the sphere of resignation.

Souls are not alone: they complement each other, they relate to each other, they assume absolute meaning in a choral singing of sorrow and hope, around the mystical embrace of the Virgin with her God. With this embrace, the statues of mind fill the time and the space with the infinite.

Sergio Basile

Direttore “European Crib Exhibition”

Mostra Europea del Presepe - Parlamento Europeo – Bruxelles.